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“Caso Cimberio”: integrazione aziende agricole e centri abitati

11.10.2007

Integrazione, gestione intelligente del territorio: l’AREV, in seguito alle polemiche relative al “Caso Cimberio”, ha redatto un documento di lavoro, un’analisi lucida ed obiettiva che è stata sottoposta alla Terza Commissione Consigliare Permanente

Un territorio montano, classificato come “svantaggiato” dalla Comunità Europea. Spazi ristretti, alta commistione tra aziende agricole e centri abitati. Non è facile gestire una situazione simile, ma gli strumenti ci sono e si possono creare od adeguare.

 L’Associazione Allevatori ha redatto un documento che analizza la realtà delle aziende inserite in contesti urbani e le normative vigenti relative all’igiene. In questo documento si pone l’accento sul ruolo fondamentale delle aziende nella salvaguardia del territorio e allo stesso tempo delle amministrazioni locali nella gestione delle superfici utili attraverso i piani regolatori.

La “commistione” esiste, e da tempo immemore; bisogna prevedere delle disposizioni che permettano la prosecuzione dell’attività agricola e che allo stesso tempo garantiscano il rispetto delle norme igienico-sanitarie. Da sottolineare come il nostro sistema di allevamento sia già garante, di per sé, di sicurezza: lo prevedono le normative relative al benessere animale, e al numero di capi per superficie (non ci sono casi di sovraffollamento): negare questo sarebbe negare la professionalità, la serietà dei nostri imprenditori agricoli.